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	<title>reato Archivi -</title>
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		<title>Diffamazione a mezzo Facebook sentenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Tocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 19:52:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informatica Forense]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con sentenza n. 44662/2021 del 2 dicembre, la Corte di Cassazione fissa il discrimine tra l&#8217;ingiuria e la diffamazione via social network. Non vi è diffamazione su Facebook se il destinatario è online La cassazione ha reso nulla una sentenza di condanna emessa dalla Corte di appello di Catanzaro sul rilievo che: &#8220;la qualificazione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con sentenza <meta charset="utf-8"><em>n. 44662/2021</em> del 2 dicembre, la Corte di Cassazione fissa il discrimine tra l&#8217;ingiuria e la diffamazione via social network. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non vi è diffamazione su Facebook se il destinatario è online</strong></h2>



<p>La cassazione ha reso nulla una sentenza di condanna emessa dalla Corte di appello di Catanzaro sul rilievo che: &#8220;<em>la qualificazione del fatto è da ritenersi come ingiuria e non come diffamazione</em>” sottolineando quindi la circostanza della presenza della persona offesa alla conversazione via chat avvenuta tramite bacheca Facebook.<br> </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Diffamazione: il fatto esaminato</strong></h2>



<p>Il 10/02/2020 la Corte di appello di Catanzaro confermava la sentenza di condanna di [&#8230;] sia ai fini dei reati penali e sia di quelli civili per aver diffamato [&#8230;]. La condotta è consistita nella pubblicazione su una chat avvenuta con [&#8230;] e con altre persone nella bacheca Facebook dove venivano riportate frasi di offesa. </p>



<p>La Cassazione, con la decisione n. 44662/2021 ha pertanto annullato la sentenza di condanna affermando che la condotta in contestazione deve essere riqualificata in ingiuria e non è diffamazione.<br> </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ingiuria e diffamazione via social: la linea di confine tra reato e non reato</strong></h2>



<p>Il primo comma del previgente art. 594 cod. pen., puniva “<em>chiunque  offende l&#8217;onore o il decoro di una persona presente</em>”.  E con il secondo comma assoggettava alla stessa sanzione l&#8217;offesa dell&#8217;onore o del  decoro arrecata “<em>a distanza</em>” ossia con comunicazione telegrafica o telefonica o con scritti e disegni diretti alla persona offesa. </p>



<p>Il quarto comma asseriva, infine, un&#8217;aggravante nel caso in cui l&#8217;offesa  venisse commessa in presenza di più persone. Questa aggravante, che presupponeva  la presenza di più persone oltre l&#8217;offeso, non era applicabile all&#8217;ipotesi di ingiuria a distanza. </p>



<p>Si ottiene quindi che: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>l&#8217;offesa diretta a una persona presente costituisce sempre ingiuria, anche  se in presenza di altre persone;   </li><li>l&#8217;offesa diretta a una persona &#8220;distante&#8221; costituisce ingiuria sol quando la  comunicazione avviene, esclusivamente, tra autore e destinatario; </li><li>se la  comunicazione &#8220;a distanza&#8221; è indirizzata ad altre persone oltre a quella offesa, si  configura il reato di diffamazione;  </li><li>l&#8217;offesa riguardante un assente comunicata ad almeno due persone (presenti o distanti), integra sempre la diffamazione.</li></ul>



<p>La Corte di cassazione ha quindi affermato, che la missiva a contenuto diffamatorio diretta verso l&#8217;offeso e ad altri destinatari configura il reato di diffamazione.</p>



<p>È quindi la nozione di &#8220;presenza&#8221; dell&#8217;offeso a porre distinzione ed implicando quindi la necessaria presenza &#8220;fisica&#8221;, assurgere a criterio distintivo e  tale concetto implica necessariamente la presenza fisica, dove vi sia allo stesso tempo, la presenza dell&#8217;offeso e di spettatori.</p>



<p>Quindi, rimane consolidato il criterio della &#8220;presenza&#8221;, seppur &#8220;virtuale&#8221;, dell&#8217;offeso; diversamente  ricorrerà l&#8217;ipotesi della ingiuria commessa alla presenza di più persone. </p>
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